Helaa!! Ciao padovani e limitrofi. Abbiamo un saaaacco di cose da raccontarvi e oggi abbiamo un po' di tempo per stare piantati davanti all'internnett. Siamo in Chile (de nooovo) in un paesino massa beo lungo 200 metri e largo la meta' con ste capanne di legno colorato 4 stradine sterrate e 300 anime. Ma ci sembra una metropoli dopo 2 settimane tra laghi, torrenti, cavalli, anatre e una famiglia di contadini. Diciamo che ci siamo un po' persi e che ci abbiamo messo un pochino di piu' del previsto ad attraversare il confine...ma questa e' un'altra storia, iniziamo da principio. Ah un'altro po' di foto del primo giro su pai monti delle Torres del Paine.
Va che bei sti monti!!
Lo Mark direttamente dall'esercito israeliano.
L'altro e' l'alemanno, Diego che magari raggiungeremo in peru'
Questa e' l'alba su ste benedette Torres del Paine pero' direi che gli oltre 100 km a piedi ne sono valsi la pena!
Dal Calafate ci siam presi la machineta per andare a e vedere il Perito Moreno (il ghiacciaio grandissimo che vedete in tutte le cartoline guide e souvenir patagonici). Abbiamo incrociato una mucca in contromano lungo la statale e rischiato di accoppare dei simapatici conigli suicidi che si divertivano a lanciarsi a frotte verso i fari della macchina...ma a parte questo il ghiacciaio iera carin dai...anche se ce ne sono tanti altri che nessuno conosce ma solo perche' sono un po' piu' piccoli, che meritano forse di piu' del Perito Moreno.
Un arcobaleno sto caspita di Perito Moreno quando ha finalmente smesso di piovere
Tanto per darvi un'idea delle dimensioni che hanno le robe qui in Sud America
E vaaaaai
Noi e la machineta con il ghiacciaio alle spalle. (la foto ce l'ha fatta un vecchio instabile...)
Lasciamo El Calafate con tre israeliani e alla fine riusciamo a prendere tre autostop di fila in 5 con zaini lungo la famosa e deserta RUTA 40 e finalmente assaggiamo un po' di Sud America visto che ci hanno caricati per 200 km sul cassone aperto di un pick-up. Arrivati a El Chalten piantiam le tende e aspettiamo un tempo decente per partire per il Fitz Roy (o Cerro Chalten in lingua mapuche che guarda caso vuol dire "monte che fuma" o "aspetta pure che tanto no teo vedi perche' c'e' sempre una nuvola sopra") che wow vediamo al secondo giorno.
Questa e' una roccia dietro alla nostra tenda che di notte e' luminosa (non abbiamo capito perche')
Questa e' solo perche' volete vedere un po' di facce pero' dietro ci dovrebbe essere il Fitz Roy ma non c'e'...ma ci siamo noi con gli israeliani e siamo bellissimi lo stesso!
Stavo cercando un posto per fare la pipi' e mi sono trovato davanti una foto da National Geographic o no?? Beh questo ze il Fitz Roy con tutti i suoi amichetti intorno
Sempre lu' pero' all'alba...carin dai
Partiamo, ci facciamo il nostro giretto di una settimana ci ammaliamo prima io, poi tual (beisssssimo ammalarsi in tenda con la neve fuori=) un'esperienza, soprattutto vomitare sotto al Fitz Roy sotto ad una tormenta vento e neve e' un'esperienza indimenticabile! Dovrebbero consigliarla nelle guide turistiche!) ma torniamo belli freschi per rimetterci in strada. Aspettiamo dito all'aria tutto il giorno poi la sera decidiamo di farci un altro giro per attraversare il confine a piedi tra i laghi e monti.
Pasqualino (il canadese) che si lava i denti ancora ignaro della lunga avventura
Un'altro ignaro ancora sorridente
Un'altro ignaro che fa el beo...pero' questa foto e' anche per darvi un'idea di come qui una macchina che non funziona piu' puo' svolgere altri ruoli come quello di tetto per una legnaia
Dopo 3 giorni arriviamo al controllo passaporti: una capanna in mezzo al bosco con formale ufficio doganale composto da tavolo, sedia, televisione, angolo cottura, tavola da sparecchiare...Poi prendiamo un altro sentiero che secondo l'opinione pubblica ci avrebbe condotto in una estancia (na fattoria) per poi prendere la barca che in 4 ore arriva all'inizio della carretera Austral in Chile. La barca c'e' solo una volta alla settimana ed e' sabato. Venerdi' mattina partiamo e dopo 10 ore di cammino perdiamo il sentiero e ci troviamo a dover scendere per torrentini e roccia roccia e roccia fino ad un punto x dove poteva esserci una fattoria...ma senza mappa miei cari amici il punto x era solo una questione di sesto senso. Morale della favola alle 22.30 decidiamo che abbiamo camminato abbastanza, "piantiamo la tenda" e dormiamo qualche ora ai piedi di un ghiacciaio. Partiamo all'alba ritroviamo per caso il sentiero lo riperdiamo piu' volte finche' camminando per altre 5-6- ore nella direzione opposta del giorno prima vediamo una barca. Felicissimi iniziamo a correre e tristissimi vediamo la barca salpare. Arriviamo alla fattoria (per modo di dire perche' c'erano 30 metri d'acqua tra noi e la fattoria che si poteva raggiungere solo in barca) e il paron ci fa capire che quella era la sua estancia e non quella che credevamo noi che era da tutt'altra parte. Insomma abbiamo perso una barca che non era quella che pensavamo di dover prendere e abbiamo camminato una ventina di ore sotto l'acqua per trovarci in un posto che era servito da un traghetto una volta ogni 15 giorni e che distava dall'altra estancia altre 10 ore in cui comunque avremmo dovuto aspettare una settimana per la barca della settimana dopo.
Il confine!!
Un'albetta dalla nostra povera dimora di naufraghi
Va bhe piantiamo la tenda mangiamo, compriamo pane e carne freschissssssima (un giorno ci ha dato una coscia di pecora intera appena uccisa...mmmmmmm) e aspettiamo 4 giorni che intanto arrivassero dei cavalli che ci avrebbero portato all'altra estancia. Ah il tutto in compagnia di Pasqualiiiino, un canadese...simpatico!Cavalcata beissssssima fino all'altra fattoria dove aspettiamo in casa di do vecioti il traghetto che giustamente arriva un giorno in ritardo, ovvero ieri che abbiamo anche realizzato essere Pasqua quindi ne approfittiamo per fare gli auguri a tuttttti!
Abbiamo cavalcato la honda in posti tipo questo
Che beo pasqualino sul suo cavallino
E questo il posticino dov'era la seconda fattoria
Ahahahahaha che storie!
RispondiEliminaRispetto Tosi!
Ale ho visto troppo tardi msn l'altro giorno, eri già disconnesso.
RispondiEliminaLeggendo questa seconda pagina del vostro diario penso proprio che questo sia il viaggio che da tanto tempo dovevate fare, penso sia quello che cercavate. Vi immagino mentre perdete il sentiero bestemmiando allegramente, mentre sboccate fra neve e ghiaccio. Scrivete ancora, raccontateci la vostra avventura, noi aspettiamo ansiosi le vostre nuove anche per distogliere i pensieri da Padova che diventa sempre più bigotta e sempre più schifosamente piatta.
A presto e statemi bene.
Tomma
Bravi, sono GDP il dentista di mamma e famiglia anessa e conessa, belle foto, bel viaggio, un'esperienza invidiabile, les deseo mucha suerte chicos y tomen Mucho mate asì seguramente regresaràn allì un dia.....si lo desean, se que estàn en Mendoza-Argentina, espero que viajen hasta el norte de Arg. los panoramas allì son estupendos, muy agrestes y coloridos, espero que encuentren siempre gente que los hayude.me entienden el Castellano?buen viaje
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